L’Indoor Cycling
Può garantire, attraverso il corretto uso della bike, allenamenti specifici per ogni richiesta essendo possibile personalizzare il lavoro attraverso l’uso di un rilevatore di frequenza cardiaca e piccoli accorgimenti che riguardano le tecniche di base e la sistemazione della bike. Ad esempio, si potrà sostituire la sella in dotazione con una più larga e comoda nel caso in cui il soggetto sia in sovrappeso, oppure, sollevare il manubrio uno o due scatti in più, rispetto alla sella, quando si è in presenza di allievi con rigidità della colonna e, ancora, evitare le accelerazioni o le tecniche in piedi in forma statica quando si è di fronte ad allievi ipertesi per evitare una eccessiva pressione nel ritorno del sangue al cuore.
– l’ INDOOR CYCLING può essere consigliato anche ai disabili, quali, ad esempio, i non vedenti. Un protocollo particolare è stato realizzato mediante opportuni accorgimenti quali una guida per l’uso del freno di emergenza e per la manopola della resistenza, in aggiunta all’uso di un attrezzo stabile e senza rischi quale è la bike. Ciò ha consentito il raggiungimento degli obiettivi programmati in termini di benefici, non solo sotto il profilo fisiologico, ma anche sotto quello relazionale. – L’ INDOOR CYCLING è adatto anche a pazienti diabetici di tipi 2, obesi e ipertesi, rappresentando l’esercizio fisico, al pari della dieta e della terapia farmacologica, elemento fondamentale per il controllo metabolico. Il lavoro sulla bike, piacevole e di facile realizzazione, costituisce un mezzo ottimale per il controllo glicemico del paziente.
l’ INDOOR CYCLING conferma così la sua duttilità ed efficacia, proponendosi validamente anche come strumento terapeutico e di prevenzione; l’ Università di Scienze Motorie ha proposto, negli ultimi tre anni, corsi semestrali di “Free Method Bike” ai propri studenti, al fine di fornire loro ulteriori strumenti e metodologie funzionali all’insegnamento.


